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Non è un passatempo, né un posteggio: la scuola è un luogo fondamentale per lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale dei nostri bambini.

La scuola è un diritto, oltreché un dovere.

Le famiglie e il tessuto produttivo dell’Italia sono due facce della stessa medaglia: togliere la scuola significa togliere il lavoro ai genitori, ma soprattutto compromettere la salute, lo sviluppo e l’educazione dei figli.

Chi siamo

I temi della scuola, del lavoro e dei diritti dei bambini devono tornare ad essere centrali nell’agenda del Paese.

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Facciamoci vedere!

Scatta una foto della tua famiglia, mostraci che lavoro fai, oltre quello di genitore #senzascuolanonsilavora

Cosa chiediamo

Per una Fase due inclusiva dei minori e delle loro famiglie: chiediamo sostegno economico ed educativo

CHI SIAMO

Siamo genitori e lavoratori.
Siamo persone normali, abituate a compiere il proprio dovere, che oggi sentono il bisogno di alzare la voce. I temi della scuola, del lavoro e dei diritti dei bambini devono tornare ad essere centrali nell’agenda del Paese.

Nella fumosa progettazione della cosiddetta “Fase 2” le famiglie sembrano soltanto una categoria astratta, scollegata dal mondo del lavoro e dell’economia. Si ignora, colpevolmente, che proprio le persone rappresentano l’anello di congiunzione tra la dimensione economica di un Paese e quella sociale. Si parla dei lavoratori perché è necessario riavviare le attività produttive, ma se i lavoratori diventano persone, con famiglie da tutelare, improvvisamente non se ne parla più. I genitori sono invisibili agli occhi dei nostri governanti e, con loro, i bambini.

Ancora una volta, in questo Paese essere genitori è una questione privata, non meritevole di considerazione da parte di chi progetta il nostro futuro e le sorti di un Paese che, evidentemente, ha dimenticato un particolare importante.

I nostri figli sono la società di domani.

Un Paese capace di progettare il proprio futuro sa che i bambini e i ragazzi sono un bene prezioso da coltivare.

Garantire la formazione dei bambini non è un lusso, ma una necessità primaria. La scuola non è un passatempo, né un posteggio: la scuola è un luogo fondamentale per lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale dei nostri bambini. Il ritardo nella ripresa delle attività scolastiche avrà un profondo impatto sociale, perché la scuola è un luogo di integrazione e in certi casi, purtroppo, anche di protezione dei minori

E infine ci siamo anche noi. Abituati da sempre ad arrangiarci nella difficile arte di incastrare esigenze familiari e professionali, oggi ci troviamo a dover scegliere tra la responsabilità di portare avanti il nostro lavoro e la necessità di prenderci cura dei nostri figli. Inutile dire quale tensione ciò possa creare nelle nostre famiglie. Inutile dire che saranno, ancora una volta, tante donne a sacrificare la propria ambizione professionale, con buona pace delle già pessime statistiche sull’occupazione femminile in Italia. E che non saranno solamente gli individui a perdere, ma tutto il sistema economico e produttivo del nostro Paese, che spende risorse a formare professionalità qualificate e poi le perde a causa di politiche sociali miopi ed arretrate.

Oggi noi non vogliamo tacere.

Vogliamo che tutti i genitori come noi, che ogni giorno lavorano in silenzio, alzino la voce per farsi sentire. Occorre cercare e trovare soluzioni che possano rispondere alle esigenze di tutta la società: non abbiamo la risposta in mano, siamo consapevoli che l’orizzonte è incerto e bisogna procedere con cautela, pronti a rivedere i piani sulla base degli eventi, ma in nessun caso l’incertezza giustifica la rinuncia ad agire.

Non vogliamo sentirci dire che per i nostri bambini si può attendere: non si può e non si deve attendere.

La scuola deve seriamente entrare nell’agenda di governo e diventare il punto cruciale di qualunque piano di ripartenza del Paese: non va lasciata alle capacità dei dirigenti scolastici, alla dedizione dei singoli docenti o derubricata a problema privato.

Riteniamo che sia necessaria una politica che abbia una visione di insieme, che rispetti la scienza e sappia accoglierne le indicazioni, ma che non perda mai di vista le molteplici esigenze della società e del modello che si vuole perseguire.

Unisciti a noi!

Facci sapere che sostieni la nostra iniziativa, dacci forza nel presentare le nostre richieste alle Istituzioni.
Più siamo, meglio è!


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FACCIAMOCI VEDERE

Posta sulla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/dirittoallascuola una foto mostrandoci il tuo lavoro: una divisa, uno strumento professionale, un disegno o semplicemente un cartello con scritto qual è il tuo mestiere, oltre a quello di genitore, usando gli hashtag #senzascuolanonsilavora #dirittoallascuola .
Se la foto contiene bambini, i loro volti non devono essere riconoscibili.

Facciamo sentire, tutti insieme,
la nostra voce.

#senzascuolanonsilavora
#dirittoallascuola

COSA CHIEDIAMO

Noi promotori ed aderenti alla campagna “SENZA SCUOLA NON SI LAVORA” chiediamo al Governo e ai rappresentanti delle Istituzioni:

1) La definizione di linee guida e protocolli di sicurezza per la riapertura delle scuole e dei nidi, che consentano una “Fase 2” di convivenza col virus anche per i minori, tenendo conto delle esigenze specifiche per fascia d’età ed eventuali disabilità.

2) La definizione di linee guida e protocolli di sicurezza per la gestione di centri estivi, che consentano la custodia e l’attività ludico-motoria di bambini nelle fasce 0-3 e 3-14, fino alle auspicabili riaperture scolastiche a settembre.

3) Laddove i genitori non abbiano la possibilità o la volontà di inserire i figli in ambienti di aggregazione, o laddove non sia possibile in alcun modo per ragioni sanitarie l’esecuzione dei primi due punti, chiediamo sussidi adeguati fino alla riapertura regolare delle scuole, come ad esempio il congedo parentale straordinario pagato al 80% (al pari della cassa integrazione), o bonus babysitter maggiorati (1.000 euro), in linea con i prezzi di mercato e le ore di copertura necessarie.

4) La definizione di linee guida e prassi di sicurezza sanitaria per babysitter o ruoli analoghi, per organizzare una corretta e informata assistenza ai minori, compatibilmente con le esigenze delle diverse fasce di età.

Siamo consapevoli che le decisioni non saranno facili, che potranno subire cambiamenti nel tempo, sulla base di eventuali nuovi focolai o di nuove evidenze scientifiche e tenendo conto della salute di tutti.

Ma riteniamo inaccettabile la totale assenza di un’agenda pubblica su questo tema: è il momento di cambiare rotta e mostrare quali sono le priorità di chi governa questo Paese.